Dott. Domenico Chirico,

Psicologo, Psicodiagnosta

In un articolo pubblicato tempo fa, avevo detto che era normale avere delle difficoltà in questo momento. Avevo scritto che in quelli che non “sentivano” il momento, che non avevano subito un cambiamento di umore o comportamentale, era in atto una negazione della realtà, che serviva a proteggerli da quello che li  circonda. 

E avevo detto, a chi si sentiva giù di umore, a chi aveva sintomi di ansia, angoscia o attacchi di panico, di non allarmarsi in maniera eccessiva ( ovviamente a seconda dei casi ), poiché reazioni di questo genere sono sane e mature in condizioni critiche come quella che stiamo vivendo.

Stasera, col buio fuori dal balcone e con un silenzio che fa un rumore assordante, scrivendo queste parole sento e credo sia giusto dire che ora tocca a me essere triste, tocca a me sentirmi incerto per il futuro. Mi sento come in una mattina primaverile di Milano, all’alba ,quando la città è ancora addormentata, e la calma è reale e sincera.

Quella leggera brezza che cala dal cielo, come una leggera mano mattutina che ti invita a riaddormentarti invece di cominciare la giornata, è qui con me a suggerirmi di farmi prendere dallo sconforto. Una silenziosa rugiada sembra poggiarsi sulle mie spalle e indirizzarmi verso emozioni e sentimenti negativi.

Guardo mia moglie, guardo mio figlio. La TV è accesa, e io devo capire cosa ne sarà del futuro. Certo, il domani è incerto per tutti, ma io non ho paura. Prendo nella mia mano quella brezza di Milano che stasera sembra non volermi lasciare, la tengo stretta, e sono io a farle capire che non la lascerò.

No, perché non voglio non essere triste, non voglio non aver paura. Voglio semplicemente essere vivo, provare le emozioni che la vita mi regala per insegnare a mio figlio che la la nostra esistenza va avanti, sempre, anche in momenti come questi.

I padri devono dire ai figli che tutto andrà bene. I padri devono credere, sapere, e anche un po’ sperare, che le loro parole sono vere. Un padre, alla fine, è solo un padre, ossia una persona che da quando è nato il figlio, vivrà fino all’ultimo per lui. Senza arrendersi, senza indietreggiare, senza avere mai paura della paura.

Io stasera ho un pò paura, mi sento triste, e ho dubbi sul futuro. Ma di tutto questo non ho paura, anzi!

Lavoro e sogno per trasformare tutto ciò in una prospettiva di cambiamento e di crescita.

Io non ho paura.