Dott. Domenico Chirico

Psicologo, Psicodiagnosta

Roma, 04 Giugno 2020

Quante volte hai detto : io non sono capace!

Quanti fallimenti hai accumulato nella tua vita?

Ricordi con esattezza tutte le figuracce che hai fatto?

Ok, se è così, questo articolo fa per te, sei nel posto giusto.

Infatti, molti di noi si giudicano male e non si concedono una seconda (e anche terza dai) chance, perché sentono di non essere all’altezza della situazione, non hanno autostima, e quindi si giudicano male.

Un giudizio negativo su noi stessi ha degli effetti devastanti se questo è costante nel tempo, non modificabile, e soprattutto se riguarda molti aspetti della nostra vita.

Non credo, infatti, che non si debbano avere dei giudizi negativi su noi stessi. Avere la capacità di criticarsi e di vedere la realtà per quella che è rimane la cosa fondamentale da fare per poter costruire il proprio benessere psicologico.

Non è però auspicabile avere sempre e comunque un giudizio negativo su noi stessi, e quindi su tutto quello che facciamo, e quindi su tutto quello che siamo. Dobbiamo sempre ricordarci che noi non simo sempre le stesse persone, e soprattutto non lo siamo in tutti i contesti.

In un certo senso, le maschere che portiamo possono essere viste anche come sorta di adattamento alla realtà, che grazie alla loro eterogeneità ci consentono di vivere e sopravvivere in contesti diversi e complicati.

Avendo quindi noi la possibilità di adattarci a vari ambienti emotivi e relazionali, non possiamo non affermare che non prudente, da parte di ognuno di noi, credere d’essere sbagliati e non adeguati a tutte le situazioni che viviamo. Giudicarsi male, sempre e comunque, è indice di scarsa considerazione e di bassa autostima.

La domanda allora è la seguente: se è difficile giudicarsi male sempre e comunque, quando abbiamo imparato a farlo?

La risposta non è semplice, ma sicuramente le nostre primissime esperienze relazionali importanti ci hanno dato un imprinting in questo senso.

Ma si può fare qualcosa? Si. Ecco cinque rimedi da mettere subito in pratica.

  • Accettati: sei una persona unica. Se ci pensi bene, nessuno è come te, nel bene e nel male. Nessuno può fare, dire e pensare come pensi tu. La nostra unicità è la più grande risorsa che abbiamo per essere felici e per costruire il nostro futuro.
  • Frequenta chi è come te. Stai con le persone che ti capiscono, che ti apprezzano, con cui puoi condividere le passioni e le ragioni della tua vita. Non perdere tempo con chi ti giudica inutilmente e senza neanche conoscerti realmente.
  • Cerca e segui le tue passioni. E una volta che lo farai, sarai davvero soddisfatto di quello che stai facendo. Una passione è un’attività tra il pratico e lo spirituale. Mette in contatto il tuo corpo con la tua mente, cuore e anima. Una passione ti fa vivere in quello stato di stasi, di flusso, che tutti noi dovremmo provare almeno una volta nella vita.
  • Rifletti sulle tue reali potenzialità. Sei sicuramente una persona in grado di creare e realizzare tutto quello che vuoi. Devi solo volerlo. Il tempo è sempre galantuomo, ma a volte dobbiamo muoverci per poter diventare ciò che vogliamo
  • Ricorda i tuoi errori e impara da loro. È difficile ammettere di aver sbagliato. Ed è ancora più difficile doverselo dire imparando poi dai nostri errori. Ma senza errori, non ci sarebbe miglioramento e crescita personale. Non potremmo essere ciò che siamo, e non potremmo evolvere verso una consapevolezza profonda e matura.

Allora, prima di salutarci, direi di prendere al volo questi suggerimenti, pratici e semplici. Certo non credo sia tutto fattibile dal giorno alla notte, ma chi ben comincia è a metà dell’opera. Ricorda sempre che il passo più difficile è il primo, tutto il resto vien da se.

Comincia a lavorare su te stesso, e smetterai di giudicarti.